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"Progressive New Age” è stata definita
la sua musica dalla prestigiosa rivista musicale olandese “iO Pages”; sicuramente il giornalista che ha recensito l’album “Jerry Mangoni”, non si è allontanato molto dalla realtà. Jerry Mangoni ha frequentato molti generi musicali e molti gruppi rock, prima di dare forma concreta al proprio odierno modo di comporre; tutto ebbe inizio con la New Wave nei primi anni ’80, poi il Rock, dunque il Beat, fino ai giorni nostri, dove dal proprio alambicco spirituale, scaturisce questo genere musicale, che può essere veramente chiamato “Progressive New Age”. La tecnologia ha avuto un grosso peso nella formazione artistica di Jerry Mangoni; quando negli anni ’80 scoperse le favolose iridescenze timbriche dei sintetizzatori, capì che non mi sarebbe più discostato da essi, intraprendendo un percorso di studio e approfondimento in materia di elettronica applicata alla musica, che lo ha portato nel 2002, alla realizzazione del primo album, "Jerry Mangoni", interamente composto e registrato nel proprio home studio, “The Dolmen Studio”. Le influenze nel suo modo di fare musica sono molteplici: i grandi autori classici, i grandi gruppi Rock del passato, il Progressive Sinfonico, i grandi pittori, come Salvador Dalì e come Vincent Van Gogh, dal quale apprende l’importanza che può assumere un colore, non più utilizzato soltanto per creare luce o movimento, bensì per delineare una forma o un pensiero e trasformarsi esso stesso in forma e pensiero. L'arte di Jerry Mangoni è simbolista, descrittiva, pregna di significati reconditi; i luoghi della mente si concretizzano, prendono luce e vita formando paesaggi sonori ora ben delineati, ora dissimulati da una coltre nebbiosa, dove le melodie sono pervase da un senso di paradiso perduto. In equilibrio fra assonanze medioevali e costruzioni futuristiche, Mangoni plasma paesaggi pastorali ed arie bucoliche; melodie oblique si intersecano all’interno di architetture elettroniche, dando vita ad immagini frattali, dietro le quali si celano colori e suoni, percepibili solo dopo diversi ascolti. |
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